Per le balaustre a sbalzo è sufficiente che il vetro sia marcato 1B1?

No, la marcatura 1B1 non basta…

I sistemi posti a protezione dalla caduta nel vuoto devono sostenere sia i carichi statici previsti dal D.M. 14/01/2008 che i carichi dinamici previsti dalla UNI 7697:2007. [vedi paragrafo: "Norme"].
Per quanto ruarda i carichi dinamici, il più gravoso previsto dalla UNI EN 12600:2004, è di 600 Joule (vedi F.A.Q.:2).

Con riferimento alle balaustre del tipo "a sbalzo", ovvero incastrate al piede, una lettura superficiale del punto 8.2.4 della UNI 7697:2007 potrebbe suggerire l'idea che, indipendentemente dal sistema di vincolo adottato, basti impiegare un vetro 1B1 certificato secondo la UNI EN 12600:2004 per essere conformi alla legge e forse anche con la coscienza. Lo spirito della norma invece si esplicita nell'idea che mutando i sistemi di vincolo e/o le dimensioni debba valere il criterio di equivalenza prestazionale, non formale.

Con l'indicazione di una classe prestazionale minima (classe 1B1) la norma UNI 7697:2007 indica chiaramente che le soluzioni adottate dal progettista non devono consentire la caduta nel vuoto, ovvero devono essere in grado di sostenere un urto di 600J (come prescritto dalla UNI EN 12600:2004) senza che il "sistema balaustra" causi la caduta nel vuoto.

Il vetro da adottare nel caso di una balaustra a sbalzo non deve semplicemente superare i presupposti della statica imposti dal DM 14/1/2008 tabella 3.1.II ed essere certificato 1B1, ma deve garantire che una persona non cada nel vuoto in caso di impatto. Si precisa che in tal senso la UNI 7697 al punto 9.3 fuga ogni residuo dubbio nel momento in cui afferma che: "Nel calcolo e nella scelta della composizione delle lastre se ne devono considerare le dimensioni e il metodo di ancoraggio."

Anche in questo caso chi sceglie spessori, dimensioni e tipologie di vincolo, automaticamente è responsabile, per la legge, delle conseguenze che ne derivano…


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