Qual è la differenza tra vetro FLOAT e vetro EXTRACHIARO?

Il vetro è un solido amorfo, un materiale privo di ordine a lungo raggio. Gli atomi in un vetro sono disposti nelle tre dimensioni dello spazio in maniera casuale, allo stesso modo di un liquido. L'elevata viscosità del materiale fuso e la rapidità di raffreddamento dello stesso impediscono la sua cristallizzazione. Si parla in questo caso di un liquido sottoraffreddato (Fig.1). Il vetro è costituito essenzialmente da silice (SiO2) tetragonale mischiata ad altri ossidi. Il punto di rammollimento di vetri costituiti da sola silice è di 1713 gradi Celsius. Tale stabilità termica è dovuta alla presenza di soli legami covalenti tra atomi. La difficile lavorabilità del vetro di quarzo ha fatto si che si cercasse di ridurre l'intensità di legame tra atomi così da rendere minore la temperatura di rammollimento della struttura. L'impiego di prodotti bassofondenti quali la soda (Na2O - soda) in grado di introdurre nella struttura covalente atomi legati con legami ionici permette la lavorazione del vetro a temperature inferiori, prossime ai 700 gradi Celsius. Per rendere stabile all'acqua il vetro si aggiunge, quale bassofondente, anche ossido di calcio (CaO - lime). Da qui la definizione di soda-lime-glass ovvero di vetro sodico calcico.

Tra gli ossidi presenti in una pasta vetrosa sono presenti anche ossidi di ferro ai quali è imputabile la colorazione naturale verde del vetro (Fig.2).

La purificazione dagli ossidi di ferro rende il vetro sempre meno verde. Alla fine del processo di purificazione il vetro ha, di fatto. perso ogni colorazione (Fig.3).


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